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luglio 2024

Touchè

Giovedì 11 luglio allo spazio MUMU una serata di cinema per parlare di scherma e cultura dello sport, in vista delle Olimpiadi di Parigi.

Ore 21:30: proiezione del documentario “Touché”, prodotto da Nanof con Rai Cinema, vincitore del Festival internazionale di Salina, presentato a “Visioni dal Mondo” di Milano e all’International Thessaloniki Film Festival. Girato tra l’Italia, la Francia e il Brasile, paese di adozione di Nathalie Moellhausen – che, a 39 anni, sarà ancora una delle protagoniste delle prossime Olimpiadi di Parigi 2024 – il film è “uno straordinario ritratto della spadista italo-brasiliana, che fa riflettere sul rapporto fra lo sport e i sogni, fra le aspirazioni, le ossessioni e la realizzazione di se stessi” (La Repubblica).

La regista Martina Moor ha seguito per oltre 10 anni Nathalie – dagli esordi con la squadra italiana al titolo mondiale con quella brasiliana, passando per le Olimpiadi di Londra 2012, Rio 2016 e Tokio 2021.

Interverranno fra gli altri i produttori del film e gli ex campioni di scherma Soriano Ceccanti e Francesco Martinelli (commissario tecnico del settore paralimpico di spada).

Ingresso 3 € per i possessori di tessera MUMU/Entes (costo tessera MUMU/Entes: 2 €). Ingresso gratuito gli iscritti al “Club Scherma Pisa – Antonio Di Ciolo” e le loro famiglie.

Info e prenotazioni al 371-6520416 o su spaziomumu@gmail.com

La storia

Nathalie ha un sogno che insegue fin da bambina: la medaglia d’oro nella scherma. Un’ambizione che diventa logorante e si confonde con l’ossessione. Un padre complice ed esigente maestro di vita che la spinge a tentare qualsiasi strada per raggiungere la vittoria. Un allenatore leggendario. Tre Olimpiadi con due bandiere diverse. 10 anni di sfide, molte sconfitte e poche vittorie. 

Nathalie si allena ossessivamente, gira il mondo, partecipa a gare, segue guru e cerimonie propiziatorie. Sposa uno chef televisivo. Si costruisce un personaggio pubblico vincente e iper-performante. 

Serate glamour a Parigi, pranzi borghesi a Milano, interviste TV a Rio de Janeiro. 

Momenti di sconforto e voglia di mollare tutto. 

Sconvolta dalla morte improvvisa di suo padre, Nathalie continua un dialogo interiore con lui, in cui cerca ancora una volta il suo aiuto per tornare a vincere. 

Il racconto della regista Martina Moor

Ho conosciuto Nathalie da bambina in una palestra di scherma. Era timida, esile, insicura. Tirava di scherma a modo suo, ogni tanto inventava strani movimenti che nessuno le aveva insegnato. Era buffa, non ancora forte. Ma già si immaginava con una medaglia olimpica al collo. 

Per un periodo siamo state grandi amiche, poi ci siamo perse. 

Anni dopo lho vista in TV. Bellissima, sicura di sé, piglio da star. Era la Campionessa Italiana di spada e veniva intervistata sulla sua vita e sulla sua preparazione alle Olimpiadi di Londra del 2012. 

Guardandola ho capito che volevo cercare di ritrarre quella giovane donna alle prese con un grande sogno e tanto protesa verso il successo. 

Nathalie viene da una famiglia benestante che, benché vivesse con diffidenza la sua scelta di fare della scherma una professione, lha sempre sostenuta. 

Suo padre parlava di lei come di una prescelta, destinata a grandi imprese nella vita, ben oltre i possibili successi sportivi. 

Come avrebbe risposto, nel tempo, a quelle smisurate aspettative? 

Incuriosita da quella relazione padre-figlia carica di attese, dal modo unico e stravagante di Nathalie di affrontare lo sport, dal suo egocentrismo, necessario per un atleta di alto livello ma anche così in sintoniacon lo spirito del nostro tempo, dalle svolte inaspettate nella sua vita, ho continuato a seguirla per oltre 10 anni. 

Ho assistito a un percorso sportivo memorabile ed emozionante ma le battaglie che specialmente mi interessavano erano quelle più comuni e interiori: gestire lansia di essere lontana dai propri obiettivi, costruire unimmagine perfetta di se, cercare un equilibrio tra moti di autoesaltazione e una profonda insicurezza, emanciparsi dalla figura del padre, elaborarne il lutto

Questa è la storia di unambizione logorante e del complicato rapporto tra un padre e una figlia che deve vincere”.

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