La mostra presenta una serie di acquarelli, inchiostri e monotipi dedicati a creature ibride, animali immaginari e forme a metà tra vegetale e animale.
Le opere costruiscono un bestiario sospeso, fatto di presenze leggere e mutanti, in cui il segno e il colore suggeriscono narrazioni aperte. Tra figure arcaiche e visioni contemporanee, il percorso invita a esplorare un paesaggio fantastico in continua trasformazione.
Martina Rotondo (1996) è una giovane artista toscana che sviluppa una ricerca visiva tra disegno, acquarello e tecniche di stampa come il monotipo. Il suo lavoro si concentra su forme ibride e immaginari naturali, costruendo un linguaggio sospeso tra osservazione e invenzione. Attraverso segni essenziali e campiture leggere, dà vita a figure che evocano scenari primitivi e universi possibili, mantenendo un equilibrio tra delicatezza e sperimentazione.
Un paesaggio fantastico accoglie figure che si muovono ambigue in uno spazio tra antico e contemporaneo: creature ibride, mutevoli, a metà tra vegetale e animale. Queste presenze leggere costruiscono silenziose un bestiario, che non cerca di spiegare l’esistenza, ma di darle una voce quieta, fatta di forme fluide, in cui si incontrano acqua e inchiostro e le sensazioni interiori diventano materiche.
La mostra rimarrà aperta durante tutti i nostri eventi e su appuntamento.
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