Fabrizio Bartelloni e Maurizio Bigongiali in uno spettacolo tra musica e parole, un viaggio sentimentale nel mondo del Signor G, accompagnato dai vini selezionati dall’oste Massimo Monacci de L’avvelenata – vini e vinili
Info e prenotazioni
Data Inizio: giovedì 9 Luglio 2026
Orario evento: 20:30 | 22:30
di Fabrizio Bartelloni e Maurizio Bigongiali Ingresso buffet + spettacolo: 20€ Ingresso solo spettacolo: 10€ Tessera MUMU/ENTES inclusa Prima di acquistare è necessario accettare tutti i cookies (cliccare nell'immagine verde a forma di chiave in basso a destra, accettare tutto e salvare) se riscontrate problemi potete contattarci
Tra musica e parole, un viaggio sentimentale nel mondo del Signor G Far finta di essere Gaber è uno spettacolo dedicato all’immortale Signor G diverso dai numerosi tributi e omaggi che gli sono stati dedicati dal 2003, anno della sua morte, a oggi.
Nato dall’incontro tra un giurista con il vizio delle parole e un musicista scopertosi cantautore nella piena maturità, mescola infatti una cornice narrativa – che nel linguaggio contemporaneo potrebbe essere definita story telling – con una linea musicale che fa da contrappunto allo svolgersi del racconto.
Senza l’ardire di ‘trasformarsi’ in cloni di Gaber e tentare l’inaccessibile ascesa alla vetta delle sue performance teatrali, Bartelloni e Bigongiali scelgono così una strada panoramica che guida lo spettatore in un viaggio sentimentale attraverso la vita e l’opera dell’artista milanese, con particolare attenzione a quel teatro-canzone di cui, insieme al pittore viareggino Sandro Luporini, è stato di fatto l’inventore.
Dopo una breve introduzione riservata al debutto e all’affermarsi di Giorgio Gaber come musicista, cantautore e personaggio televisivo a partire dalla fine degli anni cinquanta, lo spettacolo si articola così in una anomala retrospettiva, realizzata per accumulazione di racconti, monologhi e musica, delle opere per prosa e canzoni che Gaber e Luporini hanno realizzato insieme dal 1970 alla morte del Signor G.
Tra spunti, citazioni, brani, digressioni e “piccoli spostamenti del cuore”, i due attraversano così quarant’anni di storia italiana, restituendo al pubblico lo sguardo, ora impegnato e ora dissacrante, ora introspettivo e ora caustico, di una coppia artistica che ha lasciato una traccia indelebile nell’universo culturale, prima ancora che in quello dello spettacolo, del nostro Paese. Il tutto accompagnato da vini selezionati dall’oste Massimo Monacci de L’avvelenata - vini e vinili
Fabrizio Bartelloni (Pisa, 15.3.1973)
Avvocato penalista per venticinque anni e, da venti, magistrato onorario presso la Procura della Repubblica di Lucca, è, da molto più tempo, appassionato di parole e dei meccanismi con cui divengono di volta in volta storia, racconto, canzone.
Autore di numerosi libri di narrativa (l’ultimo è Alibi - zibaldone di fughe, scuse e autoassoluzioni, del 2023) e collaboratore, nel tempo, di diverse riviste e webzine, dal 2015 cura e dirige, per MdS editore, la collana di narrativa Cattive strade, ispirata alla poetica di Fabrizio De André.
Dal 2019 è anche ideatore e conduttore di numerose rassegne ed eventi dedicati ai maggiori cantautori italiani (Spiriti solitari, Note di assaggio, La stagione calda, La canzone in prigione, etc…), realizzati sia da solo che in collaborazione con il critico musicale Marco Masoni, con lo scrittore Enrico Pompeo e con i cantautori Francesco Bottai (I gatti mézzi) e Maurizio Bigongiali.
Con Pacini editore ha pubblicato, nel 2022, insieme a Marco Masoni, il saggio Lettere da sopra la pioggia, intrecci tra musica e letteratura nella canzone italiana e, nel 2025, il saggio Al vostro posto non ci so stare – dei delitti e delle pene secondo Fabrizio De André.
Maurizio Bigongiali (Pisa, 1964)
Il primo incontro con il mondo dei cantautori avviene già in tenera età, grazie alla madre Pieranna, che amava cantargli le canzoni di Fabrizio De André.
Da adolescente riceve in regalo la prima chitarra, che impara a suonare da autodidatta, approfondendo così la conoscenza di numerosi cantautori italiani.
Successivamente si avvicina anche ad autori stranieri, sempre seguendo il filo rosso della scrittura musicale sorretta dalla chitarra acustica. Con la ‘scoperta’ di Nick Drake, avvenuta con la maturità, ridefinisce il suo modo di suonare: abbandona il plettro e impara la tecnica del fingerstyle o fingerpicking.
Festeggia il compimento del sessantesimo anno d'età incidendo il suo primo disco di inediti, dal significativo titolo: E' un po' tardi, però…, album in cui le canzoni sono accomunate dalla costante ricerca di sé, dall'introspezione continua, e le domande sono sempre più importanti delle risposte.
Si potrebbe raccontare Maurizio anche con una sola frase di Friedrich Nietzsche: “Senza musica la vita sarebbe un errore”.
(Estate 2023) Tre lezioni a cura di Nicola Gronchi “Ritratto e Autoritratto fotografico”, livello medio-principianti. Dal 15 giugno al 29 giugno del 2023 dalle 21 alle 23. Numero minimo 10 partecipanti.